Lean startup fa bene anche alle aziende: il caso Peekaboo-Enel

Lean startup

Lean startup, il metodo lanciato dalle startup della Silicon Valley e adottato anche dalle imprese innovative nostrane, fa bene  alle imprese tradizionali. Lo dimostra la collaborazione tra Peekaboo, startup che ha inventato un format per l’insegnamento di questa metodologia, con Enel, multinazionale del settore energia elettrica e gas.

Manager imparano dagli startupper a essere innovativi

Come spesso succede Peekaboo è nata per rispondere a un bisogno: conoscere come si sviluppa una startup attraverso il metodo “lean startup”,  un nuovo e moderno approccio imprenditoriale illustrato da Eric Ries in un famoso saggio del 2011.

Lavoravamo a un progetto differente dall’attuale nel CampusX di Tor Vergata e gli studenti spesso venivano a chiederci che cosa stessimo facendo“. – racconta il CMO Federico BelliCi siamo resi conto che non sapevano nulla di quel mondo“.

Così è nata l’idea di un corso di pre-accelerazione in dieci settimane in cui spiegare tutti gli step attraverso cui si articola il processo lean startup. La prima edizione, gratuita, ha avuto 200 partecipanti, in prevalenza studenti. Un successo che ha portato a realizzare altre edizioni durante le quali hanno cominciato a far capolino anche i manager, interessati a conoscere la nuova metodologia.

Oggi i corsi sono a pagamento e a numero chiuso (50 iscritti al massimo). L’originalità, rispetto per esempio a una web agency, “sta nel fatto che noi non partiamo da progetti già elaborati, ma mettiamo in condizione di farli coloro che hanno un’idea di business“. – spiega Belli – “Inoltre creiamo un ponte tra i migliori talenti giovani e le aziende, che offrono anche borse di studio dopo averli  messi alla prova su dei mini startup program“.

In Enel i manager diventano fautori del cambiamento

Poi è arrivata Enel e dopo di lei altre aziende che hanno creduto nel modello lean startup proposto da Peekaboo.

Dal 16 gennaio al 26 aprile trentacinque dipendenti della multinazionale sono stati coinvolti in un percorso di formazione, divisi in sette team composti da rappresentanti di diverse funzioni aziendali. Ogni team ha lavorato, mettendo in pratica il metodo lean startup, su una “sfida” tra le sette lanciate da Enel Energia che corrispondono ad altrettanti bisogni aziendali a cui occorre trovare soluzioni innovative. Il 16 maggio ci sarà l’evento di chiusura, un pitch day durante il quale i partecipanti presenteranno i prodotti o i servizi ideati per rispondere alle sfide.

Spingiamo i manager a essere loro i fautori del cambiamento assumendosene la responsabilità“. – afferma il CEO di Peekaboo, Paolo Napolitano – “Le aziende hanno bisogno di noi perché abbiamo competenze che loro non possiedono. Per questo ci ascoltano e credono in noi“.

A facilitare il rapporto ha contribuito sicuramente l’esperienza pluriennale di Napolitano come consulente aziendale, che gli ha permesso di conoscere quel tipo di ambiente e il linguaggio proprio delle aziende tradizionali.

Anche i leader di mercato hanno bisogno di innovare

Enel rappresenta sicuramente una punta avanzata quanto a innovazione.

A oggi sono oltre 40 le startup con cui la multinazionale collabora in tutto il mondo, scelte tra le 1.400 con cui è venuta in contatto sia attraverso un sito dedicato sia negli Innovation Hub situati a Tel Aviv, San Francisco e Catania.

Collaborare con le startup è più stimolante perché si ha tanto da imparare e perché in genere le startup sono caratterizzate da molto dinamismo ed entusiasmo“, dichiara Laura Lozzi della Open Innovation Culture/Idea Factory, la Business Line di Enel che si occupa di promuovere all’interno dell’azienda la cultura dell’innovazione stimolando il pensiero creativo.

Ma perché allora c’è tanta diffidenza da parte delle aziende tradizionali nei confronti delle neo-imprese innovative?

E’ un problema culturale, si pensa che se una cosa è fatta da un esterno poco conosciuto non abbia valore soprattutto se, come nel caso delle startup, i costi dei servizi sono inferiori“. – sostiene Lozzi – ” Ma per le aziende innovare è fondamentale: il mercato è molto competitivo e se non si risponde alle nuove esigenze dei clienti in tempo possiamo venire travolti da nuovi competitor. Anche se sei un leader non puoi mai stare tranquillo, abbiamo visto grandi leader, come per esempio Nokia o Blockbuster, sparire. Accrescere il proprio valore e arrivare prima degli altri sono aspetti essenziali“.

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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