Smart working: lavorare da casa e in hub sparsi per la città

Rompere gli schemi tradizionali si può

Responsabilizzazione e fiducia: queste le attitudini che deve possedere un buon manager se la sua azienda vuole intraprendere la strada dello “smart working“.
Lo ha ribadito più volte Robel Woldetsion (Real Estate Global Project della Unicredit Business Integrated Solutions) e non solo lui ma anche altri relatori presenti al convegno “Benessere organizzativo” promosso dalla Este il 26 giugno a Milano.(http://www.este.it/res/convegno_edizione/eid/129/zid/215/p/).

Milano (Hotel Michelangelo): pubblico al convegno “Benessere organizzativo”
Perché “smart working” significa rompere gli schemi tradizionali del “solo qui” e “solo in questi orari” per un lavoro che può essere svolto in ogni luogo e in qualsiasi momento (“anywhere” e “anytime”).

Cambia anche il ruolo del manager

Ecco quindi che il manager non è più quello che controlla se arrivi in orario e sei seduto alla tua scrivania per otto ore consecutive, ma è colui che ha ben chiari gli obiettivi e responsabilizza i dipendenti impegnati a raggiungerli dando loro fiducia.
Avete presente i vecchi uffici con le stanze che si aprivano lungo tetri corridoi? Dimenticateli, ormai fanno parte della preistoria.
Dopo furono gli open-space a dettare legge, spazi ampi e luminosi dove era pressocchè impossibile concentrarsi perché tutti parlavano e tutti ascoltavano tutto e se dovevi chiamare la fidanzata o il fidanzato dovevi chiuderti in bagno per poter avere un po’ di intimità. Superati, anche quelli.

Non più open space ma setting differenziati per tipo di lavoro

Oggi si parla, Woldetsion ne ha parlato, di “setting differenziati” dove i lavoratori si collocano a seconda del tipo di mansione che devono svolgere: spazi delimitati e chiusi per il lavoro individuale o per le telefonate, spazi ampi e confortevoli per il lavoro in team, aree relax per ricevere i clienti o scambiare opinioni tra colleghi.
Ci si era accorti che ciascuno occupava il proprio posto solo per il 45% del tempo”, ha spiegato Woldetsion. E questo perché in base alle mansioni da svolgere istintivamente si cercava il luogo più appropriato.
Ma tra qualche mese anche tutto questo sembrerà già passato prossimo.
Perché da settembre Unicredit lancerà lo “smart headquarter”: significa che si potrà lavorare in diversi “hub” sparsi per la città, scegliendo la sede aziendale più comoda o anche la propria casa, tutto all’insegna della “smart mobility”. 
“Anywhere” e “anytime”, per liberare le città dalla congestione del traffico e avere dipendenti meno stressati e più fidelizzati.
Dicono che questo sarà il futuro. E non sembra poi così male.
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Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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