Soft skills: cosa sono e perché non se ne può fare a meno

Soft skills

Soft skills: quali sono le più richieste

Una volta esistevano le competenze, ovvero il saper fare bene il proprio lavoro, e possederle era sufficiente per trovare un’occupazione. Oggi, in tempi di crisi, essere specializzati in un determinato settore può non bastare.

Recruiter aziendali e valutatori in contest per startup soppesano anche le cosiddette “soft skills”, ovvero abilità trasversali come la capacità di risolvere problemi e gestire conflitti, saper negoziare e comunicare, essere autonomi ma anche capaci di lavorare in team, solo per citarne alcune.

Gli elenchi fioriscono: c’è quello di Alma Laurea che ne individua ben 14!

Ma attenzione: l’importanza di possederne alcune piuttosto che altre varia anche a seconda del ruolo che si ricopre.

Secondo un’indagine realizzata nel 2014 da Manpower Group le competenze più richieste dalle aziende per i ruoli operativi e di entry level sono la capacità di lavorare in gruppo e l’orientamento al raggiungimento del risultato, mentre per i ruoli manageriali spiccano la capacità di problem solving, la visione d’insieme, la pianificazione e per quelli dirigenziali sono invece la leadership e la visione strategica.

Interessanti, sempre nella stessa indagine, le soft skills identificate come fondamentali per il futuro a prescindere dal ruolo ricoperto: al primo posto c’è il multitasking, ovvero la capacità di svolgere più attività contemporaneamente, seguita dall’etica professionale e dal pensiero ideativo.

Soft skills: per le startup importante saper comunicare

Nel mondo delle imprese innovative le abilità trasversali sono fondamentali. Secondo Marco Travaglini, consulente e docente di Organizzazione-Comunicazione nonché autore del manuale “Alfabeto per la creazione d’impresa”, per le startup queste capacità sarebbero non più soft ma addirittura hard.

Soprattutto all’inizio, in quella che viene definita fase pre-seed, le nuove imprese vendono se stesse più che un prodotto – sostiene – Ecco perché è importante esercitarle. Purtroppo il nostro sistema scolastico, anche se sta evolvendo, resta però ancora troppo legato ai vecchi mestieri e non educa all’autoimprenditorialità. Anche a livello universitario vedo una grossa carenza di questo tipo di insegnamenti soprattutto per chi studia materie scientifiche: il tecnicismo non basta a mettersi in gioco nella vita“.

Secondo Travaglini “l’Italia, a differenza di altri Paesi, come per esempio quelli anglosassoni, è fortemente legata a una concezione di economia delle relazioni, in cui è fondamentale saper creare empatia con le persone in contesti diversi“.

Una capacità di fare rete che non ha niente a che vedere ovviamente con il vizio italico del familismo o della raccomandazione ma che ha invece una stretta correlazione con l’altra skill richiesta agli startupper che è quella di saper lavorare in team.

Oggi da soli non si va da nessuna parte – afferma Travaglini – Una volta l’architetto era un professionista che rispondeva direttamente ai propri clienti, oggi deve essere un project manager che coordina figure professionali diverse“.

All’interno del team molto importante è la figura del leader che garantisce la tenuta del progetto anche nei momenti di crisi e deve avere molta autorevolezza per supplire alla mancanza di incentivi di tipo economico, dal momento che in fase iniziale gli startupper non ricevono stipendio ma lavorano for equity.

Il leader è chi sa parlare agli altri, sa coinvolgere e creare consenso, sia che si tratti di un fornitore, di un finanziatore o di un co-fondatore“, sostiene il consulente d’impresa.

Sta a vedere che la tanto vituperata facoltà di Comunicazione torna a essere un punto di forza per chi l’ha frequentata…

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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