Enactus premia gli studenti trentini, ora li attende Londra

Enactus 2017

Un gruppo di studenti dell’Università di Trento ha vinto la competizione Enactus Italia e a settembre rappresenterà il nostro Paese alla gara mondiale che si terrà a Londra.

Il team, costituitosi all’interno del Contamination Lab, un contenitore di iniziative finalizzate a diffondere la cultura imprenditoriale tra i giovani (una di queste è lo Startup Lab), è stato premiato grazie a due progetti: Re-Factory e Kilimangiamo. Entrambi condividono l’obiettivo di integrare gli immigrati nel mondo del lavoro, a cui si aggiunge, nel primo dei due, anche un’attenzione particolare al riuso dei materiali e alla tutela dell’ambiente.

Enactus premia progetti ad alto impatto sociale

Nata negli Stati Uniti negli ormai lontani anni Settanta, Enactus (ENtrepreneurial ACTion for others creates a better world for US all) è un’organizzazione mondiale presente in 36 paesi e in 1.740 Università. Dallo scorso anno, grazie alla Fondazione Trentino Università e alla Fondazione Caritro in collaborazione con Kpmg, vanta una sede anche in Italia.

Ma che cosa ha convinto gli organizzatori a premiare il team di Trento, anziché quelli dell’Università Piemonte orientale e dell’Università Cattolica di Milano con cui era in competizione per la gara nazionale?

Innanzitutto il fatto di aver presentato ben due progetti e non uno solo, ma poi anche l’alto impatto sociale degli stessi“. – spiega il professor Alessandro Rossi, docente UniTrento e Faculty Advisor per Enactus – “A differenza di molte altre competition, qui non si tratta di un semplice concorso di idee ma si punta anche all’implementazione imprenditoriale dei progetti“.

Re-Factory, che prevede il recupero di materiali lignei di scarto per la costruzione di scenografie teatrali, risponde a un duplice bisogno: quello dell’integrazione degli immigrati nel mondo del lavoro e allo stesso tempo la necessità di smaltire un surplus di scorte di materiale di recupero. Grazie al progetto, queste vengono finalizzate a risolvere un bisogno espresso dalle compagnie teatrali di poter utilizzare materiale in loco per la costruzione delle scenografie, con un notevole risparmio di costi.

Kilimangiamo invece prevede l’utilizzo di un truck food per la diffusione delle abitudini culinarie di differenti etnie e per l’integrazione tra culture, con gli immigrati nel ruolo di imprenditori o soci in imprese già esistenti.

Punto qualificante, in entrambi i casi, è la co-progettazione congiunta con i beneficiari e il coinvolgimento dei cosiddetti stakeholders: associazioni operanti sul territorio, imprese cooperative e artigianali, potenziali fruitori e clienti.

Il team vincitore: eterogeneo è meglio

Il gruppo premiato il 21 luglio presso la Triennale di Milano e autore dei due progetti è composto da 18 studenti, di cui il 60% maschi e il 40% femmine.

Secondo uno stile proprio del Contamination Lab il team è caratterizzato da una marcata eterogeneità sia riguardo all’appartenenza alle diverse facoltà (prevalgono Economia e Giurisprudenza, ma ci sono anche studenti di Ingegneria e Sociologia), che riguardo all’età (si va dal primo anno al post-doc).

Siamo convinti che i team eterogenei siano i migliori” – sostiene il professor Rossi – anche perché in questo modo gli studenti si preparano al mondo del lavoro aumentando la loro employability. Imparano ad ascoltare, a lavorare per obiettivi, a gestire eventuali conflitti, ovvero quelle soft skills che devono accompagnarsi a competenze più tecniche come la capacità di ideare e validare l’idea o di cambiarla radicalmente quando mancano le condizioni di sostenibilità economica.

Un premio meritato anche perché gli studenti hanno lavorato in modo molto intenso e con una forte motivazione.

Basti pensare che la partecipazione a Enactus non ha comportato l’acquisizione di crediti: il modo migliore, secondo i docenti del Contamination Lab, per un’autoselezione di qualità.

A Londra (26-28 settembre) li attende un’altra prova impegnativa: quattro di loro dovranno sostenere, in lingua inglese, una presentazione della durata complessiva di circa 30 minuti.  Una cosa è certa: in questi due mesi che li separano dall’evento non potranno dormire sugli allori!

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini

Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L’Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell’ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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