Università: a Trento le imprese sfidano gli studenti

Università (Innovation Olympics)

Università: in Italia prepara o no a entrare nel mondo del lavoro? Mentre gli esperti dibattono su questo tema determinante per lo sviluppo del nostro Paese, a Trento gli studenti lavorano alla soluzione di sfide poste dalle imprese. Il programma, denominato Innovation Olympics, è nato a Boston grazie all’IXL (Innovation Center for Excellence & Leadership) e in Italia è stato “importato” nel 2016 dal CLab dell’Università di Trento, primi in Europa.

All’università si impara a sviluppare idee di business

Non di idee astratte si tratta, ma della ricerca di possibili soluzioni a problemi concreti che le aziende sottopongono agli studenti.

Un esempio? Un’azienda ha chiesto come fare a espandersi sul mercato Usa attraverso l’e-commerce.

I team, solitamente composti da 4-5 studenti provenienti da diverse facoltà e da un mentor, si mettono al lavoro studiando il profilo dell’azienda, il suo mercato di riferimento e i suoi competitor. Poi vengono enucleate alcune proposte, tra cui l’impresa sceglierà quelle più convincenti. Su queste ultime, studenti e azienda lavoreranno insieme per sviluppare l’idea di business.

L’iter dura dalle 8 alle 10 settimane, con un impegno quotidiano per 5 giorni su 7.

L’interazione tra studenti e imprese è molto intensa – afferma Roberto Napoli, che nell’Università di Trento ricopre il ruolo di assistente del Rettore ed è referente per il progetto – Le aziende sono rappresentate ai massimi livelli e sono molto interessate al confronto con i nostri ragazzi“.

Anche perché, occorre sottolinearlo, si tratta di studenti estremamente motivati, dato che per questo tipo di lavoro non ricevono crediti.

Da parte loro le aziende – parliamo di Miele Italia, Fantic Motor, Trentino Sicurezza, MEC – investono in questo progetto, quindi hanno tutto l’interesse a seguirlo il più possibile da vicino.

Dalle aziende premi e riconoscimenti per i migliori

Al termine dell’iter i cinque team partecipanti alla sessione (ogni anno l’Università ne lancia due, una a settembre e una a gennaio) presentano ciascuno il proprio progetto.

Il gruppo vincitore avrà come premio l’accesso gratuito ai primi due livelli della certificazione Innovation Manager GIMI (Global Innovation Management Institute di Boston).

Ma succede anche che le aziende, come nel caso della Fantic Motor, offrano agli studenti uno stage di tre mesi negli Stati Uniti per implementare il progetto direttamente sul campo.

Così come è successo che un’altra azienda abbia voluto retribuire i partecipanti a una delle sessioni perché molto soddisfatta del lavoro svolto.

Alcuni studenti hanno creato un’associazione per servizi alle imprese

Tra i frutti di Innovation Olympics va annoverata anche la creazione da parte di un gruppo di studenti dell’associazione Inama.

Quando un’azienda si rivolge all’associazione sottoponendo un problema, Inama lancia un contest creando team che si mettono all’opera per studiare le migliori soluzioni.

Un altro compito che svolge è quello di stabilire un contatto tra studenti che vogliano redigere una tesi su un caso aziendale e l’azienda stessa.

Insomma l’associazione realizza un network tra studenti e aziende all’insegna della competizione e della contaminazione delle idee.

Quello che anche il programma Innovation Olympics fa.

Non dibattiti, ma opere di innovazione.

 

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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