Fare business con stampanti 3d, “meglio all’estero”

fare business (Luca Veneri)

Ha cominciato a lavorare a una stampante 3d per passione, oggi è manager in una società controllata da un grande gruppo francese. La storia di Luca Veneri, 42enne mantovano, è un esempio di come, pur tra mille difficoltà, si possa arrivare ad avere successo. Non in Italia, purtroppo…

Fare business in Uk è più semplice

L’idea di una stampante 3d che avesse alte prestazioni ma al tempo stesso fosse più accessibile nei costi aveva cominciato a frullargli per la testa già in Italia. Ma la crisi del 2008 aveva messo in difficoltà l’azienda per cui lavorava e con un mutuo da pagare non c’era da stare allegri…

Luca (al centro nella foto, insieme ai due soci), studi in Ingegneria non completati, e sua moglie decidono così di andare a Londra. Come tanti giovani si adattano a lavorare nei fast food e nei ristoranti, finché la moglie di Luca, che è veterinaria, riesce ad avere un contratto a tempo pieno a Hereford, nord dell’Inghilterra. Ed è qui che lui decide di dedicarsi a tempo pieno allo sviluppo del progetto: verificato attraverso i test che la tecnologia funziona, apre una società che chiama Norge, dal nome del dirigibile con cui Alberto Nobile realizzò la spedizione al Polo Nord.

L’ho aperta con internet, comodamente seduto da casa, perché in Uk fare business è semplice e naturale“, sostiene.

Tutto sembra procedere per il meglio finché Luca si ammala: la diagnosi è grave, “linfoma di Hodgkin”, e così decide di tornare in Italia per curarsi.

In Gran Bretagna la sanità non funziona bene. In Italia mi sono sottoposto a chemioterapia e nel frattempo continuavo a lavorare alla mia idea“, racconta. “I medici mi incoraggiavano, mi dicevano che avere un obiettivo era un incentivo per la guarigione“.

Dopo un anno, con la malattia in piena remissione, torna in Inghilterra: a Dover, però, dove nel frattempo la moglie ha trovato un’occupazione migliore. Con lui ci sono due amici nonché soci di Norge, Alessandro Facchini e Stefano Rebecchi, con i quali decide di partecipare a una fiera di settore a Birmingham.

Avevamo pochi soldi e potevamo permetterci solo uno stand molto piccolo, però era vicino al bar“, ironizza. Sta di fatto che vengono notati dai responsabili del gruppo Gorgé, i quali restano colpiti dal loro progetto.

Cercavamo fondi, ma loro hanno rilanciato e ci hanno proposto di entrare a far parte della loro società, cosa che abbiamo accettato con entusiasmo“.

Fare business in Francia, dove “ci si sente più a casa”

Oggi i tre amici sono dipendenti di Prodways, una società controllata dal gruppo francese, con il ruolo di manager del settore Sinterizzazione.

Sinterizzazione laser è infatti la tecnologia su cui si basa la stampante 3d che hanno progettato e che è stata ridisegnata per essere competitiva con stampanti di tipo professionale. I vantaggi rispetto alla concorrenza sono il costo inferiore (poco meno di 100.000 euro, contro i 250.000/400.000 delle concorrenti) e la mancanza di limitazioni nella geometria e nella complessità degli oggetti da produrre.

Può produrre qualsiasi oggetto“, spiega Luca, “dalla bigiotteria alle montature per occhiali, dalle protesi mediche alle suole per le Nike. E’ un mercato vastissimo, anche geograficamente: abbiamo partner in Cina e filiali in Usa“.

A Poissy, dove attualmente vive, “si sta bene perché ci si sente un po’ più a casa. La Gran Bretagna è meglio organizzata ma più lontana dal nostro modo di vivere. La Francia invece è più simile all’Italia e inoltre sta attraversando un momento di vero boom economico“.

Tornerete in Italia?

Penso proprio di no. Lì abbiamo visto bruciare tutte le possibilità che avevamo, in due anni all’estero abbiamo visto rinascere i nostri sogni. L’Italia è un posto bellissimo, ma non per viverci e soprattutto non per fare business“.

 

 

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini

Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L’Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell’ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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