Trasferirsi in Australia sarà più difficile, abolito il visto 457

Trasferirsi in Australia

Trasferirsi in Australia diventerà più difficile e a farne le spese saranno i tanti italiani che ogni anno decidono di lasciare il Belpaese per emigrare nella terra dei canguri. Da marzo 2018 non esisterà più il visto 457, un permesso per lavoro di due o quattro anni che portava alla residenza permanente e che per questo era molto gettonato dagli italiani ma non solo.

L’Australia dice sì solo agli immigrati qualificati

Non è una chiusura totale delle frontiere, ma gli spazi innegabilmente si riducono.

L’annuncio è stato dato di recente dal Primo Ministro Malcolm Turnbull in persona che ha detto: “Siamo un Paese fondato sull’immigrazione, ma i lavoratori australiani devono avere la priorità. Per questo aboliamo il visto 457 che consente agli stranieri di venire temporaneamente qui e di svolgere lavori che potremmo benissimo fare noi“.

Il 457 sarà sostituito da un nuovo visto, il Temporary Skill Shortage, che darà la possibilità di rimanere fino a quattro anni in Australia. Ma solo per alcune professioni sarà possibile richiedere la residenza permanente dopo questo periodo.

A chi ha progettato di emigrare in Australia e non intende rinunciare a questo sogno, si consiglia di consultare, prima di partire, le liste di professioni emanate dal governo.

La Medium-Long Term Strategist Skilled List  rappresenta l’elenco delle professioni più richieste e per le quali si può sperare di ottenere un visto permanente a patto di avere un buon livello d’inglese, un titolo di studio corrispondente e anni di esperienza. Tra queste si trovano per esempio specializzazioni in campo medico, ingegneristico e del settore agricolo.

La Short Term Occupational Skilled List permette di ottenere un visto di lavoro di due anni rinnovabile per altri due a patto di avere almeno altrettanti anni di esperienza, ma non porterà al visto permanente. Rispetto alla lista precedente le professioni spaziano in un maggior numero di settori: vi si trovano per esempio profili come architetto e analista programmatore, ma anche panettiere e apicoltore.

Più difficile sarà anche ottenere la cittadinanza

Il Primo Ministro ha inoltre annunciato che diventerà più difficile anche ottenere la cittadinanza.

Se prima erano sufficienti quattro anni di cui solo uno trascorso con residenza permanente, in futuro ci vorranno quattro anni di residenza permanente sul suolo australiano per poter ottenere la patente di cittadino.

Trasferirsi in Australia: i visti per chi studia

Chi vuole studiare o lavorare in Australia farebbe bene a partire“, afferma Ilaria Gianfagna, fondatrice di Just Australia un infopoint a Melbourne per gli italiani che vogliono trasferirsi in Australia. “A prescindere dalle leggi sull’immigrazione, che comunque cambiano ogni anno, vivere un’esperienza in Australia, così come in generale all’estero, fa bene a chiunque: si migliora l’inglese, si acquisiscono qualifiche e s’impara a vivere in un Paese multi-etnico dove vige la meritocrazia, gli stipendi sono alti e la qualità della vita è tra le migliori al mondo“.

Quali dunque le modalità per trasferirsi?

I giovani sotto i 31 anni possono chiedere un visto working holiday (vacanza-lavoro) della durata di un anno, rinnovabile per altri 12 mesi a patto di svolgere 88 giorni di lavoro agricolo.

Chi ha più di 31 anni, o semplicemente vuole studiare, può optare per uno student visa, un visto di studio e lavoro part-time.

L’annuncio del Primo Ministro sul giro di vite per gli immigrati ha creato scompiglio nella comunità italiana locale, che è molto numerosa (qui trovi le storie di due trentenni italiani emigrati in Australia). Molti i commenti sui social network, dove qualcuno si è spinto anche a definire “razzisti” i nuovi provvedimenti.

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini

Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L’Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell’ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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