Erasmus in Svezia: a Goteborg hub di aziende dentro l’università

Erasmus in Svezia (Mattia Salvioni)

Erasmus in Svezia: un’esperienza da fare, perché la Svezia è un Paese all’avanguardia dove università e imprese collaborano al punto che a Goteborg le aziende hanno un hub con i propri uffici all’interno degli spazi universitari. Un Paese dove l’open innovation, quel processo per cui le imprese tradizionali collaborano nella ricerca con le startup innovative, è un dato acquisito; dove il legame con il territorio è forte e il passaggio di conoscenze tra mondo imprenditoriale e istituzioni formative è prassi normale.

Lo racconta in un’intervista da Goteborg Mattia Salvioni (nella foto), studente modello presso la facoltà di Economia e management dell’innovazione e della tecnologia della Bocconi di Milano, dove ha svolto anche il ruolo di Associate Consultant in JEME, la Junior Enterprise che offre consulenza alle aziende.

Erasmus in Svezia: il network tra università e imprese

Il Lindholmen Science Park  è un megapolo all’interno della Chalmers University of Technology dove circa 300 aziende hanno una propria sede. L’obiettivo è quello di creare un network tra imprese e formazione universitaria.

Ma non si tratta di un legame solo sulla carta” – sostiene Mattia – “Certo in Svezia forse è più facile, perché ci sono poche grandi aziende e poche grandi città. Da noi in Italia è tutto più frammentato“.

Il risultato è anche che molti studenti lavorano durante la frequenza universitaria.

Il 50% degli studenti della mia classe studia e contemporaneamente lavora” – racconta Mattia – “Alcuni fanno lavoretti saltuari, ma molti sono assunti part-time da grosse aziende come la Volvo“.

Svezia e Italia: due sistemi scolastici differenti

Il sistema scolastico svedese è diverso da quello italiano. A livello universitario, per esempio, i due anni della specializzazione vengono chiamati “master” e nel corso dell’ultimo anno è consentita una totale liberalizzazione del piano di studi.

Questo a mio parere abbassa un po’ il livello della preparazione” – commenta il bocconiano – “D’altra parte c’è più alternanza tra studio e lavoro: dopo i primi tre anni molti studenti vanno a lavorare e a volte frequentano l’ultimo biennio anche dopo parecchi anni di lavoro. Nella mia classe infatti ci sono diversi cinquantenni“.

Un’altra particolarità è la maggior vicinanza tra scuola superiore e università. Le aule dell’università di Goteborg, che è considerata la migliore in Svezia, ospitano classi di studenti delle scuole superiori che appartengono allo stesso indirizzo di studi.

Erasmus in Svezia esami

Mattia è a Goteborg dal 23 di agosto e ci resterà fino a dicembre, un periodo corrispondente a un semestre universitario. Durante la sua permanenza in Svezia dovrà sostenere quattro esami in lingua inglese.

Per poter frequentare l’Erasmus, che in Bocconi però si chiama Exchange perché si può fare anche nei Paesi extra-Ue, ha dovuto conseguire un punteggio costituito dalla somma del voto della laurea triennale (attualmente sta frequentando il secondo anno della specialistica) e dai crediti realizzati.

Erasmus in Svezia serve anche a conoscere meglio se stessi

Per quanto riguarda la destinazione, nonostante siano possibili cinque opzioni, lui ha indicato solo la Svezia, perché “i Paesi nordici hanno fama di essere molto avanzati“.

Una fama confermata da molti elementi, come abbiamo visto, anche se Mattia non si esime da qualche critica.

Gli svedesi conoscono l’inglese ma tendono a parlare solo la lingua locale” – racconta – “Pensano di essere al centro del mondo, ma molto è dovuto alla loro capacità di valorizzare quello che fanno. L’Erasmus mi sta insegnando ad avere maggiore consapevolezza delle nostre capacità e dei nostri mezzi, ma anche che dobbiamo imparare a valorizzarci di più. La nostra flessibilità può essere un vantaggio, ma dobbiamo darci delle basi più solide “.

 

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini

Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L’Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell’ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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