La memoria del terremoto che sconvolse l’Aquila due anni fa è affidata a un architetto inglese, Barnaby Gunning. E’ lui, già collaboratore di Renzo Piano, infatti, che ha ideato un progetto attraverso cui ricostruire virtualmente la città in 3 D, utilizzando le mappe di Google Earth e grazie alla collaborazione di quattrocento volontari. Sul sito http://barnabygunning.com/comefacciamo/ si trova anche un’applicazione chiamata “autoritratto” che permette agli aquilani di caricare foto di case, palazzi e strade com’erano prima e e come sono dopo il sisma.
Il progetto è interessante e meritevole, anche se cliccando qua e là si ha l’impressione che ultimamente abbia un po’ perso la spinta propulsiva. Le immagini risalgono in maggioranza al 2009/2010, mentre sarebbe importante poter vedere anche foto più recenti che diano un’idea dello stato attuale.
Ma come non capire la stanchezza degli aquilani, che a due anni esatti dal sisma vivono ancora in condizioni di precarietà e senza prospettive di poter riappropriarsi delle proprie case e quindi della propria vita?
C’è voluta una trasmissione televisiva, che ha pagato due finti aquilani per far loro raccontare bugie sulla ricostruzione mai avvenuta, per riportare il dramma alla ribalta delle cronache. I due “attori” sono stati infatti smascherati dai veri terremotati, che hanno manifestato la loro protesta sui social network denunciando la vergognosa messinscena.
Per capire meglio quello che gli aquilani pensano e sentono bisogna rivolgersi a un altro sito http://www.6aprile.it dove il programma delle commemorazioni previste per il 5-6 aprile è accompagnato da un video in cui una voce femminile esorta in modo chiaro e inequivocabile tutti i politici a starsene a casa propria. Tutti, tranne uno: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Dopo la fiaccolata prevista per questa sera, alle 3:32 precise suoneranno in piazza Duomo i 309 rintocchi di campana in memoria delle vittime. Domani, dopo la messa officiata dall’Arcivescovo monsignor Giuseppe Molinari, si terrà un convegno sulla prevenzione a cui parteciperà tra gli altri un esperto giapponese, Satoko Oki dell’Università di Tokio
Ma per calarsi veramente nello stato d’animo degli aquilani bisogna scrollare fino in fondo alla pagina dove, sulla destra, si parla di una promessa (non) mantenuta. Eccola:

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5 aprile 2011

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