STUDENTI PROTAGONISTI CON “IMPARA DIGITALE” E OILPROJECT

Fare “educazione digitale” era l’invito con cui concludevo il post precedente. Non posso quindi non parlare del progetto “Tablet school” che il 5 e 6 aprile ha coinvolto alcune scuole superiori presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo (http://studenti.imparadigitale.it/partecipa/il-progetto/?subscribe=success#blog_subscription-2). .
Promotore dell’iniziativa è il Centro Studi Impara Digitale, un’associazione nata circa un anno fa per promuovere lo sviluppo di una didattica innovativa. Quello che mi è piaciuto, ascoltando la presentazione, è che si parla di tecnologie digitali come di “uno strumento”, sia pur “essenziale”, e non di un fine.
Il fine è l’acquisizione di competenze e i ragazzi sono considerati i protagonisti del proprio apprendimento essendo chiamati a esprimere “i temi, le obiezioni, i sogni, che cosa pensano sia fondamentale per la loro crescita e come vorrebbero utilizzare le tecnologie per un percorso di crescita consapevole”.
 Nel pomeriggio di venerdì le scuole di Bergamo hanno aperto i battenti a tutti coloro che hanno voluto partecipare per interagire con gli studenti, mentre sabato è stato il turno degli insegnanti a cui sono stati offerti percorsi formativi ad hoc.
Tra i fondatori del Centro troviamo nomi noti, come Stefano Quintarelli, Francesco Sacco e Francesco di Tolle.
La Rete delle scuole che aderisce al progetto è costituita sia da istituti privati che da scuole pubbliche.
Numerosi gli sponsor e i partner.
Tra questi ultimi troviamo un’altra realtà interessante che è Oilproject (http://www.oilproject.org/).
Si definisce “una scuola gratuita online gestita da studenti”, ma in realtà anche qui c’è un gruppo di esperti che monitora i contenuti.
Due sono le sezioni in cui si articola il sito: “impara” e “insegna”. Cliccando su “impara” si trovano una serie di corsi che spaziano in tutte (o quasi) le materie. Tra i più visti spiccano quello di  “Grammatica inglese: i tempi verbali”, quello su “Economia della felicità da Adam Smith a oggi”  e il corso introduttivo al “Business Model Digital”. Nella sezione “insegna” chiunque è invitato a inviare contenuti, purché abbiano una finalità didattica e non siano offensivi.
Il modello di Oilproject sembra ispirarsi a quello della nota enciclopedia online Wikipedia, anche se l’organizzazione appare molto più semplice: c’è una redazione che vaglia i prodotti inviati e in caso si riscontrino errori questi vengono discussi con l’autore che provvederà a correggerli.
Altri contenuti sono invece selezionati tra quelli già presenti in Rete, licenze permettendo.

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Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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