“Per i maschi il pc è un oggetto sacro, per le donne è solo un elettrodomestico come gli altri”. L’affermazione è di Enza Panebianco, invitata in qualità di esperta a un dibattito svoltosi sabato 14 marzo presso la Libera Università delle Donne di Milano.
Tema del confronto: esiste un approccio di genere alle Nuove Tecnologie? A discuterne, oltre alla già citata Panebianco, la giornalista Loredana Lipparini, la scrittrice Lea Melandri e una trentina di donne tra cui diverse libere professioniste e insegnanti.
Tornando all’affermazione iniziale si commentava (la discussione era molto libera e circolare) che in effetti quando una persona di sesso femminile usa il pc generalmente lascia fluire la vita, non si concentra solo ed esclusivamente sull’oggetto tecnologico. Per esempio (ovvio che stiamo parlando di un uso casalingo, in ufficio è un’altra cosa) ogni tanto si alza e va a controllare che il sugo non attacchi, oppure se ci sono dei figli piccoli li accudisce, insomma non si isola completamente rispetto agli eventi esterni e alle persone.
Per i maschi invece, sembra sia diverso. E qui permettemi di lasciarmi andare a un ricordo del tutto personale. Si era negli anni 80, quando ancora le N.T. non erano così diffuse come lo sono oggi. Ero tornata a casa dall’ospedale dove mi avevano praticato un piccolo intervento per cui oggi basterebbe un giorno ma allora ce ne erano voluti dieci di ricovero. Con la mano destra fuori uso mi aspettavo coccole e attenzioni. Ma con mia sorpresa dovetti constatare che un nuovo oggetto, uno schermo luminoso collegato a una scatola grigia, catturava tutta l’attenzione di mio marito….
Tornando al dibattito, sul fatto che il pc sia solo un elettrodomestico tra tanti non tutte le donne presenti erano d’accordo. Qualcuna per esempio ha obiettato: “Ma se il pc è solo un elettrodomestico, perché tante donne lo temono e lo rifiutano?” “Perché sono contagiate dalla sacralità a esso attribuita dai maschi”, ha risposto la Panebianco che ha insistito molto nel suo intervento sulla necessità per l’altra metà del cielo di appropriarsi fino in fondo dell’utilizzo di queste tecnologie.
Un’insegnante ha sottolineato come questo approccio “sacrale” sia molto diffuso tra gli studenti. “L’ho letto su Internet”, è la risposta che troppo frequentemente viene data alle domande dei docenti e che esprime una fiducia cieca e assoluta nel mezzo.
La discussione è stata molto ampia ed è difficile qui darne una sintesi. Si è parlato anche di rapporto tra le N.T. e il corpo, tra N.T. e dimensione spazio-temporale.
Per concludere, rispondendo alla sollecitazione di Enza Panebianco a fare rete in rete riporto l’indirizzo di alcuni siti citati nel corso del dibattito: www.women.it e www.universitadelledonne.it.