Sono ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni, molti lavorano come “autonomi” o con contratti precari e intermittenti, parecchi studiano ancora. Maschi e femmine quasi in uguale proporzione, tutti con un’idea di impresa e il sogno di un’occupazione stabile.
Candidati in 350, se ne sono presentati 245 per partecipare ai laboratori di Coopstartup Puglia, il bando di Legacoop e Coopfond per la nascita e il supporto di nuove idee d’impresa.
Distribuiti tra Lecce (8-9 novembre), Valenzano in provincia di Bari (15-16) e Trani (24-25), vogliono misurarsi con una eccezionale opportunità di apprendimento per arrivare a trasformare la loro idea in un progetto fattibile.
I settori più gettonati sono l’agricoltura, il turismo, il recupero di beni ambientali, le attività artistiche e culturali, oltre al più tradizionale settore del sociale.
Solo massimo 15 saranno i progetti che entreranno nel vero e proprio incubatore, ovvero il percorso di accompagnamento al pre-startup, alla costituzione e al post-startup di un’impresa cooperativa. La selezione avverrà secondo criteri che valuteranno la compatibilità dell’idea con il modello cooperativo, la possibilità di generare posti di lavoro e i benefici per la collettività.
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| I partecipanti al laboratorio di Valenzano (Bari) |
Ma anche chi non riuscirà a superare la selezione non andrà a casa a mani vuote.
Nei laboratori si impara a costruire un modello di business, a valutare competenze, comportamenti e risorse individuali e a saperle integrare nel gruppo, a gestire il rischio e la paura del fallimento.
“Abbiamo verificato che i giovani hanno molte difficoltà a riconoscere le proprie competenze e a metterle a valore – afferma Annamaria Ricci, vicepresidente di Legacoop Puglia – Quando nei laboratori chiediamo di indicare una capacità, una conoscenza e un oggetto che ciascuno di loro potrebbe mettere a disposizione del gruppo fanno molta fatica. Ma anche quando poi riescono a individuarli, si stupiscono che possano costituire delle risorse per il progetto“.
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| Un momento di lavoro nel laboratorio di Lecce |
La paura del fallimento poi è molto diffusa: secondo una ricerca di Amway la propensione dei giovani italiani all’autoimprenditorialità sarebbe molto alta, ma 9 su 10 aspiranti imprenditori sarebbero frenati dalla paura di fallire (http://news.amway.it/tra-i-giovani-del-nord-est-ce-voglia-di-fare-impresa-8-su-10-favorevoli-allautoimprenditorialita-ma-il-freno-piu-grande-e-la-paura-di-fallire-2/?srch).
“E’ una realtà che abbiamo ben presente – conferma Annamaria Ricci – Noi suggeriamo di aggregarsi tra progetti simili e di bandire gelosie e competitività puntando sulla collaborazione. Devo dire che in effetti in queste giornate si è stabilito un clima molto positivo“.
In questi ultimi tempi in Puglia si sta verificando un grande fermento, evidente anche nell’affermazione di realtà innovative come per esempio Discovery Food incubata da Working Capital (https://www.lospiteinquietante.it/il-sogno-di-tre-giovani-startupper-dare-piu-potere-ai-piccoli-produttori/) o Nextome, la startup più votata online tra le 2.000 partecipanti al Web Summit di Dublino ( http://www.gizmodo.it/2014/11/11/nextome-lapp-che-vi-da-la-direzione-ai-grandi-eventi.html.
Le politiche regionali hanno in effetti puntato molto a favorire la partecipazione dei giovani e l’innovazione, creando un programma ad hoc che si chiama Bollenti Spiriti.
“I giovani pugliesi sono pronti a presentare un’idea, sono molto proattivi – rileva Ricci – Spesso però mancano le competenze tecniche e in questo noi possiamo aiutarli“.
Un aspetto che si è rivelato vincente nell’esperienza in corso è il mix tra mondo della cooperazione e innovatori.
Ai laboratori infatti hanno partecipato sia realtà cooperative come Informa, PazLab, Officine Cantelmo, Generazioni Legacoop che realtà esterne come l’associazione The Cube e l’acceleratore d’impresa Qiris.
“Questa contaminazione tra realtà diverse ci ha molto arricchito – sottolinea la vicepresidente – E ci sta confermando che la sfida di Coopstartup è una sfida possibile“.
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