Sono più di un milione le offerte di lavoro in Europa su Eures, il portale della Commissione Europea per la ricerca di occupazione nei Paesi dell’Unione. Previsti anche incentivi economici per gli under 35 grazie al programma “Your First Eures Job”.
Le offerte sono tante, e questo è sicuramente un bene. Ma il rischio è quello di perdersi nel mare magnum come ci ha ricordato il dottor Fabrizio Rossetto (nella foto), Eures Adviser del Centro per l’impiego di Seregno Afol Monza Brianza, a cui abbiamo chiesto un aiuto proprio per orientarsi nella mole di annunci.
Innanzitutto, quali sono i Paesi europei (oltre ai 28 dell’UE il portale contiene anche annunci di Svizzera e Islanda) dove attualmente è più facile trovare lavoro?
“La premessa fondamentale da fare è che molto dipende dal tipo di lavoro che si cerca. In generale, e stando ai dati in nostro possesso, per gli italiani con una discreta conoscenza della lingua straniera i Paesi più attrattivi sono la Germania, l’Austria, l’Olanda, il Belgio, i Paesi nordici e quelli di lingua anglosassone. Un Paese molto interessante è anche la Polonia, soprattutto per i settori del turismo e del customer care. Ma ci sono proposte anche per lavorare in Spagna, Portogallo e Grecia. Dipende dal tipo di lavoro che si cerca e il primo consiglio è proprio quello di focalizzarsi su un settore e una professionalità specifici, altrimenti si rischia di perdersi“.
E quali sono invece i Paesi in cui l’approccio è più facile per chi vuole lavorare all’estero?
“Sicuramente i Paesi Scandinavi, e poi la Danimarca e l’Olanda. Anche la Spagna è un Paese accogliente, però ha un tasso di disoccupazione giovanile altissimo. L’essere più o meno accoglienti dipende anche dal tipo di professionalità che si porta: se è una professionalità di cui il Paese ospitante è carente, l’accoglienza è migliore. Per esempio la Gran Bretagna e la Danimarca accolgono a braccia aperte tutti quelli che svolgono una professione in ambito sanitario (infermieri, tecnici radiologici, ecografisti ma anche biologi), perché ne hanno estremo bisogno“.
A proposito di Gran Bretagna, come inciderà l’esito del referendum sulla Brexit?
“Il processo durerà due anni, quindi per il prossimo biennio il problema non si pone. In ogni caso la Gran Bretagna, come del resto anche la Svizzera, ha generalmente un atteggiamento di maggiore chiusura nei confronti dei lavoratori stranieri a meno che, come detto, si tratti di professionalità di cui è carente.”
Le offerte sul portale Eures riguardano tutti, a prescindere dall’età anagrafica. Ma per il settennato 2013-2020 la Commissione Europea, mossa dalla constatazione dell’alto tasso di disoccupazione giovanile in alcuni Paesi (Grecia, Spagna e Italia in testa, ma anche Francia) ha attivato un progetto specifico per la fascia d’età 18-35 anni.
Il programma prevede un accompagnamento nel processo di mobilità della forza-lavoro e un finanziamento che riguarda:
Ma come si fa a candidarsi?
“Ci si può candidare direttamente sul sito, oppure rivolgendosi alle nostre sedi territoriali sia telefonicamente che tramite email. La ricerca del posto di lavoro può anche essere svolta autonomamente, ma se si vogliono ottenere gli incentivi si deve passare necessariamente dal programma. Perché dev’essere chiaro che Your First Eures Job è un progetto di accompagnamento alla mobilità in Europa per i giovani, non un semplice bancomat“.