LA GRANDE SFIDA DI OPENPOLIS: POLITICA PIU’ TRASPARENTE GRAZIE ALLA RETE

Una politica trasparente: questa la grande sfida di Openpolis (www.openpolis.it), progetto lanciato in Rete per coinvolgere i cittadini in un’impresa che, dati i tempi, potrebbe apparire titanica. Ma Wikipedia insegna: lancia un progetto innovativo, metti a disposizione gli strumenti (open source, off course!) e il successo è assicurato. E allora via! Si comincia con le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari (a proposito, solo 45 onorevoli su 630 hanno dato il consenso alla pubblicazione dei propri emolumenti!), si prosegue con i deputati e senatori che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione (e allora il dubbio viene: ma non è che per caso la politica italiana più che dal caso Ruby è bloccata dall’angoscia dei nostri rappresentanti di restare senza la dorata pagnotta?), fino ad arrivare alle dichiarazioni rese ogni giorno da ministri e politici. Perché quello che si insegna ai giornalisti alle prime armi è che in Italia, se scrivi di politica, puoi scrivere qualunque cosa, tanto impera il “qui lo dico e qui lo nego”.
A questa raccolta dati può partecipare chiunque, anche “adottando” un singolo politico che verrà seguito in tutto il suo iter. La mole di informazioni è davvero enorme: c’è l’elenco di tutti gli eletti, e non solo dei parlamentari, ma anche dei rappresentanti a livello locale; c’è l’elenco dei provvedimenti legislativi adottati e da adottare; ci sono le mozioni di sfiducia e l’hit parade dei deputati più presenti in aula. C’è anche una funzione per ricercare gli eletti nelle istituzioni inserendo il nome del Comune di appartenenza… Insomma non manca proprio nulla! Anzi, se una critica si può fare è che forse la lettura andrebbe “alleggerita”, la politica si sa non è un argomento facile da digerire ed è forse anche per questo che tanti se ne disinteressano.
La critica nulla toglie però alla bontà dell’operazione: siamo stanchi dei soliti dibattiti di “aria fritta”, c’è un bisogno enorme di concretezza e di trasparenza. Non della parola soltanto, però, ma di quella che si fonda sui fatti. Come scrive Hanna Arendt  nel suo Vita Activa “il potere è realizzato solo dove parole e azioni si sostengono a vicenda, dove le parole non sono vuote e i gesti non sono brutali, dove le parole non sono usate per nascondere le intenzioni ma per rivelare realtà, e i gesti non sono usati per violare e distruggere, ma per stabilire relazioni e creare nuove realtà”. Questo è il potere “che mantiene in vita la sfera pubblica”. Tutto il resto è sottopotere e non mantiene in vita la sfera pubblica ma la distrugge.

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Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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