SCUOLA DIGITALE, OLIVETTI LANCIA “OLISCHOOL”

Lavagne interattive, notebook e tablet pc, server e proiettori: la scuola del futuro sarà sempre più digitale. Ne è convinta l’Olivetti, che si sta preparando a lanciare un’offerta completa per il mercato italiano per poi estenderla al resto d’Europa. Il pacchetto comprende anche una piattaforma, “Olischool”, per la condivisione in rete delle lezioni e di tutto ciò che riguarda i rapporti scuola-famiglia. Consentirà ai genitori di collegarsi per consultare voti, pagelle, risultati degli scrutini, assenze e prenotare online i colloqui con i docenti. “Olischool” sarà disponibile in modalità “on demand” attraverso i Data center di Telecom Italia.
A livello mondiale, il business delle aule informatizzate vale 1,8 miliardi di euro. Peccato che proprio recentemente negli Stati Uniti si stia assistendo a una retromarcia nei confronti del digitale all’interno delle aule scolastiche. In alcune Università è stato infatti vietato l’uso del pc perché gli studenti, invece di utilizzarlo per prendere appunti, si distraevano collegandosi a Internet, posta elettronica e videogiochi.
Ci si chiede anche come la scuola italiana, perennemente in carenza di fondi al punto che spesso i genitori devono contribuire all’acquisto di beni essenziali, possa destinare soldi a questo genere di acquisti.
P. S. Un amico mi scrive una citazione dal film “Hiroshima, mon amour”: “L’intelligenza sociale dell’uomo è duecento volte meno sviluppata dell’intelligenza tecnica”. Che cosa fa la scuola per sviluppare l’intelligenza sociale dei ragazzi?

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

1 Comment

  1. chiara paganini ha detto:

    W il digitale magari il progetto Olivetti prendesse vita! Per quanto riguarda il rischio americano, no problem basta progettare tablet e computer previsti di blocchi speciali da inserire all’interno degli hardware, quelli inseriti nel sistema operativo o nei vari software per i ragazzi si sa sono un gioco da disinstallare!

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