L’altra sera chiacchieravo con un insegnante. Si parlava di scuola e Nuove Tecnologie. Mi ha detto che la maggior parte dei docenti non sa usare il pc.
“Ma come? – sono sbottata – Ma se molti di loro non fanno altro che consigliare agli studenti l’uso di Internet per compiti, ricerche e tesine!”.
La cosa mi ha fatto riflettere. Perché mai un insegnante promuove l’utilizzo di uno strumento che lui stesso non conosce? La risposta che mi sono data è questa: per non sentirsi inferiore agli studenti, che notoriamente con le tecnologie se la cavano benissimo (compresi quelli che nelle materie di studio non brillano)!
Ma non sarebbe meglio allora se i professori acquisissero dimestichezza con un mezzo che la maggior parte dei loro loro allievi maneggia quotidianamente, in modo da poter insegnare a utilizzarlo in modo corretto?
Mi sono anche chiesta se il Ministero dell’Istruzione abbia mai realizzato un’indagine conoscitiva per sapere quali sono le reali competenze in materia della classe docente. E, se dovessero realmente risultare scarse o nulle, perché non obbligare gli insegnanti a frequentare corsi al termine dei quali acquisire l’Ecdl (un patentino che certifica l’acquisizione di conoscenze informatiche di base)?
Mi sembra francamente più importante che dibattere sull’uso del grembiule o sull’inno di Mameli.
E la scuola è uno degli snodi della crisi che attanaglia il nostro Paese. Può contribuire a farci precipitare definitivamente nell’arretratezza o darci la spinta per riavviare lo sviluppo.



1 Comment
Gli insegnanti sono sempre più vecchi, i giovani non riescono ad entrare nella scuola, molti restano precari fino a quarant’anni, sballottati di anno in anno da una scuola all’altra, da una cattedra all’altra. Alla fine, spesso restano quelli che non possono fare altro, e con un sentimento di frustrazione quando non di rivalsa nei confronti di una scuola che li ha “maltrattati”. Vuoi che siano in molti quelli che hanno voglia di investire nel proprio aggiornamento professionale?