Neanche il tempo di tirare il fiato, grazie alla moratoria che farà slittare al prossimo mese di novembre la famigerata delibera 668/2010 dell’Agcom sulla tutela del diritto d’autore, ed ecco avanzare nella calura estiva il Ddl 4511 che tenta di trasformare i provider in sceriffi per la lotta alla contraffazione via web.
A presentarlo il deputato leghista Giovanni Fava, presidente della Commissione d’inchiesta sulla contraffazione e la pirateria, preoccupato per la vendita online di farmaci al di fuori di ogni controllo.
Premesso che il problema è serio – i farmaci non possono essere considerati alla stregua di un qualunque altro prodotto commerciale – il rimedio proposto dall’onorevole Fava ha già messo in fibrillazione i difensori della libertà in Rete. In base al principio di responsabilità dei provider, il Ddl prevede infatti l’obbligo di rimozione dei contenuti o addirittura la disabilitazione dell’accesso al sito incriminato semplicemente dietro segnalazione di un qualunque cittadino. L’intermediario sarebbe ritenuto non responsabile solo qualora avesse provveduto a installare filtri tecnicamente adeguati.
Giovanni Fava pare persona colta. Sul suo sito (http://www.giannifava.org/) afferma di amare Zafòn, i viaggi, De André e, tra le riviste, Internazionale. Con un po’ di civetteria ammette anche una passione per Dylan Dog e il salame mantovano. Onorevole Fava, ci dica anche quali siti e blog frequenta abitualmente, magari potremmo darle qualche utile consiglio!
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