Leggo su un quotidiano di domenica 17 agosto (La Repubblica, pag. 31) che il settore dei videogiochi non conosce la parola crisi. L’Europa, nel 2007, ha addirittura sorpassato gli Stati Uniti con un incremento di spesa pari al 25% rispetto all’anno precedente per un totale di 7,3 miliardi di euro. Il Vecchio Continente è secondo solo all’Asia, che mantiene la testa della classifica. L’Italia, con 0,6 miliardi di euro, si piazza al quinto posto dopo Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna, ma l’incremento è notevole: 48% in più in volume di acquisto, 80% in più in valore. Le famiglie italiane che possiedono una console sono circa 8 milioni: di queste, 1 milione e 400 mila sono approdate al mondo dei videogiochi nel 2007.
Fin qui i dati. Devo dire che l’articolo mi ha molto colpito, abituata come sono a leggere e a sentire parlare di crisi un po’ in tutti i settori, generi di prima necessità in testa.
Confesso che non ho mai giocato a un videogioco, perlomeno non nel senso che oggi si attribuisce al termine. La mia conoscenza diretta si limita a qualche rara partita a tetris e similari, cose insomma che non c’entrano nulla con gli attuali videogames. Confesso anche una mia istintiva avversione a questo particolare uso delle Nuove Tecnologie che identifico, sicuramente avendone una visione riduttiva, con giochi violenti e stupidi.
Ho provato qualche volta a parlarne con mio figlio, che invece ne è un grande estimatore, senza per questo riuscire a cambiare opinione. Mi piacerebbe che qualche giocatore “incallito” provasse a convincermi, che mi spiegasse quale piacere immenso si prova a spargere sangue virtuale su obiettivi umani (virtuali anch’essi, ovvio) sparando a più non posso.
Che vi avevo detto? Sono prevenuta. Ma posso sempre ricredermi.



1 Comment
Cara Afrodite,mi sento innanzitutto di consigliarti una bella partita a qualsiaisi nuovo gioco,credo che un esperienza diretta aiuti a formare un opinione meno prevenuta…
A mio modesto avviso il gioco è uno dei momenti più belli della giornata di ogni essere umano e perchè no anche degli animali.
La console ha forse sostituito uno dei giocatori?!
O forse è solo un altro “pc dedicato ai giochi”con tutti gli annessi e connessi…
Ho un bimbo di 4 anni e gioco con lui quando posso(w peter pan)e cercando per quanto possibile di orientarlo verso giochi “costruttivi”i m itici lego per esempio che implicano un momemnto di riflessione,concentrazione durante il montaggio e perchè no seguire le istruzioni nei passaggi piu’delicati(magari chiamando il papi) pena il mancato raggiungimento del momento più ambito il gioco..
Spero che le varie play etc arrivino il più tardi possibile e soprattutto mi auguro di poter restare un partecipante al gioco e di non essere sostituito da nessun compagno virtuale.
Personalmente non credo che il problema sia la console,forse i temi dei giochi lasciano un pò a desiderare il succo a mio avviso è un altro :
educhiamoci a giocare !!madri,padri,figli dalle carte,ai giochi di ruolo alla replica della finale mondiale Italia-Francia con il goal decisivo segnato dal sottoscritto(nella realtà non potrà mai accadere ma l’esultanza è quasi la stessa).
I tigrotti imparano attraverso il gioco i comportamenti utili alla loro sopravvivenza..
Care Sony,microsoft etc. perchè non fate una bella console anche per il mondo animale…..??