Libri di testo, rinvio di un anno per il digitale

Libri di testo digitali

Nel 2014-2015 si passerà dai testi cartacei agli e-book.

Ritorno amaro dopo le vacanze estive in una scuola che fatica a rinnovarsi.
Dopo mesi passati a chattare su Facebook o Whatshapp, a giocare con la playstation, a scaricare musica da Spotify o da Deezer, improvvisamente bambini e ragazzi si ritrovano, salvo rare e lodevoli eccezioni, a chinarsi su libri e quaderni, ad ascoltare svogliatamente insegnanti costretti a parlare per ore a studenti annoiati e distratti.
Il passaggio agli e-book previsto per quest’anno scolastico, è stato rinviato al 2014/2015.
Personalmente non sono tra quelli che ritengono le tecnologie la panacea di tutti i mali del nostro sistema educativo e sono una sostenitrice della coesistenza “pacifica” tra cartaceo e digitale. Se posso avere a disposizione più strumenti, perché rinunciarci?
E’ indubbio però che il divario tra ciò che accade nelle aule scolastiche e quello che succede fuori di esse sta pericolosamente aumentando, con gravi rischi di una crescita della dispersione scolastica e del malessere vissuto dagli studenti.

Occorre prima potenziare la banda larga e il wi-fi.

D’altra parte è indubbio che riempire la scuola di tablet e computer senza potenziare la banda larga e il wi-fi non avrebbe alcun senso. Così come non avrebbe alcun senso farlo senza un’adeguata formazione degli insegnanti.
Bene ha fatto quindi il Ministero dell’Istruzione a prevedere stanziamenti di fondi per entrambi questi capitoli nel pacchetto recentemente varato per scuola, università e ricerca (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs090913bis).
Occorre però accelerare i tempi e aumentare le risorse per l’innovazione del nostro sistema scolastico.

La Puglia in testa alla classifica delle regioni amiche della tecnologia.

Le Regioni potrebbero fare molto.
Secondo un’indagine di Skuola.net (http://www.skuola.net/news/scuola/tecnologia-scuola-inchiesta.html) la Puglia è la Regione che guida la classifica di quelle più amiche della tecnologia in classe, con 39 computer per plesso (contro la media nazionale di 27, 4) e con 2,21 Lavagne Interattive Multimediali (media nazionale 1,34).
Per questo ci indigna ancora di più pensare a quanti soldi sono stati buttati in festini, gadget e spese voluttuarie in alcune realtà, Regione Lazio in testa….
Ma il tempo della rabbia deve finire. Ora occorre guardare avanti, se vogliamo restare al passo con i Paesi europei più avanzati.

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Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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