Open Innovation, aziende a caccia di talenti

Open Innovation

Imprese tradizionali e startup, due mondi che sembrano correre su binari paralleli ma il cui incontro può portare grandi benefici a entrambi. Le aziende lo stanno scoprendo: sono ben 5.000 le imprese che investono in startup… La caccia ai talenti è aperta!

Open Innovation: 4 casi di successo presentati ieri a Smau

Quattro aziende diverse tra loro per dimensioni e settore di appartenenza, ma che hanno in comune l’apertura all’innovazione. Ieri hanno raccontato le loro storie nel corso dell’incontro promosso da Italia Startup e Assolombarda, in partnership con Ambrosetti e Cerved.

Eccole:

Spindox: è un’azienda che sviluppa soluzioni innovative nel mondo dell’IT e che offre servizi di system integration. Ha un hub a Chicago per lo sviluppo commerciale e lo scouting di tecnologie e uno Spindox Labs a Trento (in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler) che lavora su progetti in ambito di componentistica elettronica (IoT) e analisi avanzata dei dati (Big Data). A rappresentarla c’era il Direttore Marketing e Comunicazione Paolo Costa, che ha raccontato come l’azienda organizzi periodicamente degli hackathon alla ricerca di talenti ma anche per rispondere a precise sfide di business (l’ultimo tema affrontato è stato quello della “Smart Car”) e per dare visibilità al proprio brand.

QVC: piattaforma multimediale leader nello shopping televisivo e on-line. Nel 2016 ha lanciato il programma QVC Next attraverso il quale offre alle startup la possibilità di effettuare un vero test di mercato per i propri prodotti. Il CEO Paolo Penati ha raccontato come a oggi siano state incontrate 270 startup, 21 delle quali hanno ottenuto un contratto per l’acquisto della loro produzione. Penati ha sottolineato l’importanza dello storytelling per una strategia di go-to-market efficace.

Zucchetti: gruppo che produce soluzioni software e hardware per aziende, banche, associazioni e professionisti. In Italia rappresenta un modello per la crescita tramite acquisizione: fiore all’occhiello è FABtotum, spin-off del Politecnico di Milano, leader nel settore della stampa 3D. Per trattenere i cervelli, ha spiegato il presidente del Comitato Direttivo Antonio Grioli, fanno sottoscrivere un impegno a restare in azienda per almeno 5 anni. La Zucchetti però tiene molto a che la startup acquisita mantenga la propria cultura e per questo ha creato una figura ad hoc, l’Integration manager.

Arti Grafiche Boccia: azienda leader nell’offerta di servizi di grafica ha da sempre una grande attenzione verso l’innovazione tecnologica. Oltre alle arti grafiche è attenta allo sviluppo di nuovi materiali per il packaging e alle tecnologie di Augmented Reality per la stampa di contenuti culturali interattivi. Era rappresentata dall’Advisor Emilio Paccioretti, che ha molto insistito sui concetti di apertura e fiducia reciproca per la realizzazione di un incontro efficace tra la cultura aziendale e quella delle startup.

Open Innovation: cos’è, come si fa

Per definire il significato di Open Innovation ci si rifà solitamente alla definizione di H. W. Chesbrough, economista statunitense, secondo il quale “L’Open Innovation è un paradigma che afferma che le imprese possono e devono fare ricorso a idee esterne, così come a quelle interne, se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche“.

Il riferimento a “idee esterne”  indica un concetto di apertura che prospetta un cambiamento radicale rispetto al modo tradizionale di concepire l’innovazione intesa come un processo chiuso all’interno del contesto aziendale allo scopo di proteggere la proprietà intellettuale e mantenere il vantaggio competitivo sulle altre aziende.

Gli strumenti per fare Open Innovation sono diversi, come si può intuire anche dal racconto delle esperienze riferite durante la Tavola Rotonda moderata dal vice-presidente Piccole Industrie di Assolombarda  e coordinatore dell’Industry Advisor Board di Italia Startup Alvise Biffi e riportate qui sopra.

Li riassumiamo brevemente:

  • Call for Ideas: servono a raccogliere idee dall’esterno per inserirle in un processo di innovazione interno all’azienda. Possono essere realizzate sia attraverso canali online che attraverso l’organizzazione di conferenze o hackathon, eventi di una o due giornate in cui individui provenienti sia dall’interno che dall’esterno dell’azienda si riuniscono per risolvere problemi in modo creativo.
  • Scouting: la modalità più comune è quella di incaricare persone interne all’azienda di cercare nuove idee o nuove tecnologie entrando in contatto con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione presenti sul territorio di riferimento.
  • Crowdsourcing: utilizza l’aiuto di gruppi di persone dall’esterno per risolvere problemi o per fare innovazione all’interno dell’azienda.
  • Innovation Networks: consiste nel fare rete con istituzioni, università e centri di ricerca all’interno dei quali trovare interlocutori per trovare modalità di innovazione nella propria azienda.
  • Innovation Procurements: riservato alle imprese che si interfacciano con dei fornitori, consiste nel creare una filiera tra clienti e fornitori per fare innovazione.
  • Venture Capital: quando un’azienda ha fondi da investire ma poca esperienza sul fronte dell’innovazione può affidarsi a società che investono capitali finanziari in iniziative altamente scalabili ad elevato rischio ma con potenziali rendimenti illimitati.
  • Acceleratori e Incubatori: spesso considerati sinonimi per indicare le organizzazioni che aiutano le startup nella loro fase iniziale a crescere, in realtà si differenziano perché gli acceleratori investono capitali nelle startup gli incubatori no.
  • Startup Adoption: l’adozione di una startup da parte di un’azienda può avvenire in vari modi, per esempio con la condivisione di servizi e assistenza, attraverso una partnership commerciale e produttiva o con una partnership finanziaria attraverso l’investimento di capitale in cambio di quote della società o di royalties.
  • Mergers and Acquisitions: è forse lo strumento più rapido per utilizzare le idee e le tecnologie sviluppate all’esterno, ma richiede una grande disponibilità di capitale già dalla fase iniziale.

Infine, vi lasciamo con alcuni Take-away individuati da Cerved e Ambrosetti per chi volesse intraprendere il percorso dell’Open Innovation: innovazione è fare più che pensare (ovvero l’importanza della concretezza), sapere è potere (servono competenze specifiche), l’unione fa la forza (da soli è difficile avere successo), guarda dove metti i piedi (è importante conoscere i propri limiti e sapere dove si vuole andare).

 

Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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