Cultura: 600 progetti per un bando da 100mila euro

Lo promuove cheFare, gruppo di realtà attive nel settore.

La cultura in Italia è morta? No, anzi, è più viva che mai.
Una vera e propria iniezione di fiducia quella trasmessa da cheFare (http://www.che-fare.com/), un gruppo di realtà attive nel settore che credono sia necessario trovare un modo nuovo e sostenibile di fare cultura, nuove forme e nuove strategie per promuoverla.

Come? Dando vita a un bando che mette in palio 100.000 euro per il progetto che verrà giudicato il migliore dal punto di vista di sostenibilità economica, impatto sociale e rilevanza culturale.
All’appello hanno risposto in 600, e già questo la dice lunga sulla voglia di partecipazione e cambiamento che serpeggia, pur tra mille difficoltà e l’indifferenza di buona parte dei media, nel nostro Paese.

Quaranta i progetti ammessi alla gara

Ora i 40 progetti giudicati ammissibili sono online e c’è tempo fino al 13 marzo per votare il preferito. Successivamente sarà una giuria a scegliere il migliore tra gli 8 che avranno ottenuto il maggior numero di riconoscimenti. Il vincitore verrà proclamato il prossimo 3 aprile.

La scelta è davvero difficile: ci sono progetti per la valorizzazione del territorio o il recupero di edifici dismessi in diverse realtà del Sud ma anche sulle nordiche Dolomiti; progetti per la diffusione della cultura attraverso la partecipazione diretta dei cittadini, con l’utilizzo delle tecnologie più avanzate o addirittura con il ritorno alle carovane di antica memoria; progetti per agevolare la fruizione di eventi e beni da parte dei portatori di disabilità; una proposta per favorire il finanziamento dal basso di attività didattiche  ed extracurricolari nella scuola e un’altra che mira a coadiuvare genitori e insegnanti nell’avvicinare i bambini all’uso consapevole di internet e tablet.

La ricchezza e la validità delle proposte sono tali che sarebbe forse valsa la pena suddividere il premio in diverse tranches, così da beneficiare più di un progetto.
L’idea di cheFare è nata dall’associazione Doppio Zero (http://www.doppiozero.com/), in partnership con Avanzi. Sostenibilità per azioni (http://www.avanzi.org/), Fondazione Ahref (http://www.ahref.eu/it), Tafter (http://www.tafter.it/), Fondazione Fitzcarraldo (http://www.fitzcarraldo.it/), Societing (http://www.societing.org/) e Lìberos (http://liberos.it/).

Copiare gli scritti altrui non solo è vietato dalla legge, ma è indice di scarso senso etico. Se ti piace quello che ho scritto e lo vuoi riprodurre altrove, fallo pure, ma per favore cita la fonte.
Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.