Corsi, siti e una webserie: così gli anziani imparano a navigare

Solo il 20% degli over 65 usa internet.

Il Web non è un paese per vecchi, lo confermano le statistiche.
Secondo i dati Istat relativi agli ultimi 12 mesi utilizza la Rete il 36,9% tra chi ha 60-64 anni, il 19,5% tra chi ha 65-74 anni e solo il 3,9% tra chi ne ha più di 75 (http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_USOINTPC).
Ma fortunatamente si stanno moltiplicando le attività a favore dell’inclusione digitale della popolazione anziana: da quelle istituzionali, come le Università per la Terza Età, a quelle delle associazioni di volontariato.
Un corso di Informatica per utenti dell’Università della Terza Età

Giovani che insegnano agli anziani

E non mancano le iniziative individuali.
Nei giorni scorsi ha suscitato commozione la storia riportata sulla stampa di un nipote che ha insegnato a navigare alla nonna affinché si potesse connettere via Skype con un figlio emigrato in Canada (http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/08/30/news/ti_connetto_i_nonni_anziani_internet-96945985/).
Qualcun altro ne ha fatto (quasi) una professione: come Alberto, che ha realizzato un sito (http://www.pcabc.it/) con dei veri e propri corsi (livello base, intermedio e avanzato) per principianti su sollecitazione della mamma e delle sue amiche desiderose di imparare l’abc della navigazione in Rete. In cambio chiede donazioni libere.

Un progetto promosso da Auser Umbria

Un progetto molto interessante è quello del portale Argentovivo promosso da Auser Umbria e realizzato da Nexus in risposta a un bando della Regione per interventi volti a favorire il ruolo attivo delle persone anziane nella società (http://www.argentovivoumbria.it/site/).

Il sito offre informazioni su servizi ed eventi che si ritiene siano di interesse per quella fascia di popolazione. Ma quello che lo rende particolarmente utile è il modo in cui le informazioni sono aggregate, teso a facilitare la navigazione per persone non particolarmente esperte in tecnologia.
L’interazione attiva dell’utente viene sollecitata e facilitata nella parte del menù denominata “Voglio condividere”(le altre sono “Cerco informazioni”, “Voglio fare” e “Ho bisogno di”), dove si chiede di postare articoli per un blog e dove si insegnano i primi rudimenti per utilizzare Facebook, Google Maps e Wikipedia.
La strada per il superamento del digital divide in Italia è ancora lunga, ma queste iniziative vanno nella direzione giusta.
E voi, conoscete altri esempi di inclusione digitale per la popolazione anziana?

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Annamaria Vicini
Annamaria Vicini
Giornalista pubblicista ho collaborato con quotidiani nazionali (L'Unità, Corriere della Sera, Il Giorno) e, dopo essermi trasferita da Milano in Brianza, con testate a carattere locale. Fulminata sulla via del web, sono passata nel 2001 a dirigere un sito Internet e una tivù a circuito chiuso nell'ambito della Grande Distribuzione. Ho realizzato house organ aziendali e mi sono occupata di Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Attualmente lavoro come free-lance e sono Digital Champion di Merate (Lc).

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